Non solo Londra. L’ Inghilterra di Virginia Woolf.

 In Travel & Books - Luoghi e pagine da sfogliare

Virginia Woolf è la scrittrice che più di ogni altra si identifica con la capitale inglese. Qui il 25 gennaio 1882 nacque, qui in giovane età si gettò alle spalle la rigidità dell’epoca vittoriana per contribuire alla rivoluzione culturale del suo paese, qui divenne l’icona che conosciamo. Riduttivo però fermare lo stretto e quasi morboso legame fra la donna e la città inchiodandolo con date, eventi ed azioni.

Londra è per Virginia un intricato groviglio di contraddizioni. È il suo cuore, scrive. Un’amante folle. È una fonte di stimoli da trasformare in parole. Un amore insaziabile e avido che la consuma lentamente. Una passione dalla quale ogni tanto scappare per rinsavire e il rifugio sicuro che rimane ad aspettarla. È una calamita, in sintesi una necessità.

Da qui, dunque, è obbligatorio partire per seguire la strada tracciata dalle lettere, dai diari, dai romanzi di una delle voci femminili più rappresentative del Novecento e qui è consigliato tornare dopo aver viaggiato per giorni indossando gli occhiali da miope e le scarpe comode della scrittrice per riguardarla attraverso una luce diversa: quella creata dalle suggestioni raccolte.

Luoghi diversi, quelli di Woolf, nell’aspetto e nella relazione mai superficiale grazie ai quali conoscere la potenza letteraria e visiva della scrittrice e al tempo stesso il fascino incantevole di un lungo tratto dell’Inghilterra: quello che dalla metropoli porta a sud e poi verso la Cornovaglia.

La forza dei tour letterari è soprattutto questa: immergersi nella vita e nell’opera di grandi autori e con loro scoprire angoli remoti e meravigliosi altrimenti ignorati. Lasciarsi guidare dal loro istinto e abbandonarsi alle meraviglie che prima di noi hanno scoperto e fatto proprie.

LONDRA 

La Londra woolfiana si riesce a visitare in due giorni facendo un’accurata selezione dei posti dei quali non si può fare a meno. Alcuni di questi si raggiungono con una passeggiata, per altri sono necessari pochi minuti di metro. Essendo tutti centrali si inseriscono perfettamente in un tour più ampio per chi visita la città la prima volta.

Hyde Park Gate 22 – Kensigton Garden 

Hyde Park Gate n.22, London

La casa dove nacquero i quattro fratelli Stephen (Thoby, Vanessa, Virginia, Adrian) è ancora identica nella struttura ma — a differenza di un tempo — la facciata splende di un bianco luminoso. Si presenta fra palazzine sobrie e eleganti che rendono difficile rivivere il senso di soffocamento descritto da Virginia in alcuni suoi scritti. La proprietà privata si trova in una via chiusa che affaccia su Queen’s Gate e Kensington Gardens. Nel grande parco, se il tempo è clemente, vale la pena ipotizzare un intero pomeriggio da passare fra letture e pedalate ricreando mentalmente le immagini delle piccole sorelle Stephen impegnate nelle loro avventure quotidiane raccontate in Moments of Being. Ho avuto il piacere di essere ospite della proprietaria. L’ interno ben curato è oggi diviso in singoli appartamenti che non ne cancellano il passato importante.

Bloomsbury e le altre vie. Gordon Square 46, Fitzroy Square 29, Tavistock Square 52. 

Alla morte del padre avvenuta nel 1904 i quattro fratelli Stephen si trovarono d’accordo sulla necessità di lasciare immediatamente il 22 di Hyde Park Gate e mettere quanta più distanza dalla buia dimora simbolo del grigiore vittoriano e recipiente di tragedie che li avevano segnati profondamente. Scelsero il n.46 di Gordon Square a Bloomsbury, quartiere economico di intellettuali e abbastanza lontano da parenti oppressivi e stupiti del trasferimento in una zona così di “basso livello”. Poco dopo Thoby iniziò a invitare i compagni di Cambridge (Saxon Sydney-Turner, Clive Bell, Lytton Strachey, Walter Lamb, Leonard Woolf) dando così vita, serata dopo serata, al mito dei giovani e folli Bloomsburies.

Il quartiere oggi è molto cambiato rispetto all’affresco lasciato da Virginia ma le tipiche librerie, gli atelier, i caffè letterari lo avvolgono tuttora di quell’alone romantico che fece di queste piazze il fulcro culturale, artistico ed economico di inizio secolo.

Tutte le persone che rispetto ed ammiro di più sono appartenute a Bloomsbury. V.W.

Questo è ben visibile nelle targhe blu che arricchiscono la lunga via ricordandone gli abitanti illustri (Vanessa e Virginia, poi Vanessa con Clive Bell, Duncan Grant, Maynard Keynes, Lytton Strachey).

 

 

Poco distante è Tavistock Square dove al n. 52 abitarono Virginia e Leonard dal 1924 al 1939. Fu la casa che i Woolf scelsero per tornare in città dopo gli anni passati a Richmond, nella Hogarth House, palazzina che diede il nome alla casa editrice fondata dai coniugi nel 1917.

La nuova abitazione faceva parte di un isolato dei primi dell’Ottocento, oggi non più esistente, che formava il lato meridionale della piazza. Per quindici anni fu la residenza londinese della coppia e la sede della ormai famosa Hogarth Press. Nel giardino centrale è possibile ammirare uno dei busti che Stephen Tomlin dedicò a Virginia Woolf, straordinaria testimonianza lasciata ai posteri soprattutto in virtù della fatica che fece per convincerla a posare.


Fitzroy Square n. 29, London

Dall’altro lato di Tottenham Court Road si trova Fitzroy Square n. 29, la casa dove Virginia visse con il fratello Adrian dopo la morte di Thoby e il matrimonio di Vanessa con Clive (i quali rimasero a Gordon Square). Al piano terra sistemarono lo studio di Adrian e nel retro la sala da pranzo. Virginia riempì le stanze di libri designando il luogo come altra sede delle riunioni del giovedì sera con gli amici del Bloomsbury Group. Molti altri vissero nei paraggi e la stessa Vanessa con Roger Fry nel 1913 vi collocò al n.33 il laboratorio artigianale degli Omega Workshops destinato a far la storia del design e delle arti decorative.

Altri due sono gli indirizzi da appuntarsi per avere un quadro preciso della vita londinese di Virginia Woolf: Brunswick Square n. 38 e Mecklenburgh Square n. 37. Al primo indirizzo, non più esistente, Virginia si trasferì allo scadere dell’affitto di Fitzroy per non dividere più la casa con Adrian con il quale famose erano diventate le litigate. Era questo un appartamento equamente diviso per piani fra lei e il fratello, Leonard Woolf, Duncan Grant e Maynard Keynes. Al secondo piano i coniugi Woolf tornarono a vivere nel 1939 poco prima che un ordigno bellico esplose provocando danni al soffitto e frantumando le finestre. Stesso destino ebbe Tavistock Square della quale continuavano a pagare l’affitto.

[… ] E poi la passione della mia vita, la città di Londra, vedere Londra tutta distrutta, anche questo ha fatto fremere il mio cuore.

Così scrisse Virginia Woolf all’amica Ethel Smith il 12 settembre del 1940 dopo essersi recata a Londra per valutare l’entità dei danni seguiti ai bombardamenti. Una frase che sintetizza con forza il rapporto di una vita. Qualche mese più tardi, dopo aver lasciato due lettere per il marito Leonard e una per la sorella Vanessa, l’autrice di Mrs Dalloway si suicidò lasciandosi trascinare dalle acque del fiume Ouse, nel Sussex. Non possiamo sapere quanto abbia inciso sulla sua scelta, ma certamente la vista della città rasa al suolo si insinuò prepotente nella fragilità della sua mente geniale già segnata da anni di cure.

National Portraits Gallery

Chiudere il soggiorno londinese con una visita alla National Portraits Gallery (adiacente alla più nota National Gallery) è quasi d’obbligo. Qui si possono ammirare capolavori dei principali pittori di Bloomsbury. Fra questi vanno segnalati un busto di Virginia e uno di Duncan Grant della serie Tomlin, un ritratto di Virginia fra i più belli dipinti da Vanessa, uno di Lytton Strachey a cura di Dora Carrington, un’esuberante Lady Ottoline Morrell di Augustus John e, infine, un ritratto di Vanessa, quasi stanca nella posa, dove la sua bellezza materna viene fuori con più delicatezza che altrove grazie al tratto leggero dell’amico e amante Duncan Grant. Negli archivi della National, consultabili solo previa prenotazione, sono presenti anche lettere, fotografie e immagini legate a Virginia e Vanessa.

 

Suggerimento per chi ha qualche giorno in più: scoprire la capitale attraverso le parole di Mrs Dalloway o gli itinerari descritti in Scene di Londra.

KENT E SUSSEX 

Sussinghurst – Kent

Dopo i giorni londinesi si lascia la città alla volta del Kent. Per chi non teme la guida a sinistra la soluzione più pratica ed economica rimane il noleggio di un’automobile che permette al tempo stesso di godere dei cambiamenti evidenti fra i vari quartieri della Londra periferica. Usciti dalla metropoli in poco più di un’ora si giunge a Sussinghurst, il castello acquistato dai coniugi Sackville West-Nicholson nel 1930 i quali, trasformando i giardini circostanti in vere e proprie opere d’arte, ne fecero uno dei luoghi più visitati dell’Inghilterra.

Vita Sackville West, poetessa e scrittrice, divenne nota al grande pubblico soprattutto per la relazione amorosa con Virginia. Di questa passione rimane una fitta corrispondenza e il romanzo Orlando, immaginaria biografia di Vita scritta da Virginia definita dal figlio della Sackville-West come “la più lunga lettera d’amore della storia”.

All’interno della torre è ben esposta la prima pressa a mano della Hogarth Press donata dall’amata Virginia e si può osservare, oltre la grata di protezione, lo stanzino dove Vita scriveva e leggeva. Una grande quantità di libri, quadri, tappeti e oggetti di pregio ne fanno uno scrigno d’arte impossibile da cogliere appieno nella sua bellezza nei pochi minuti concessi prima di cedere il posto ad altri visitatori. La voce calda della poetessa-botanica tiene compagnia nella piccola nicchia ove è conservata la sua macchina da scrivere.

 

Suggerimento per chi ha qualche giorno in più: una visita a Knole, nel territorio poco distante di Sevenoaks, la storica residenza in stile Tudor e giacobiano dove Vita nacque. È dalla fine del XVI secolo la residenza della famiglia Sackville-West e si tratta della più grande casa di campagna dell’Inghilterra.

Rodmell – Sussex

Lasciate le incantate distese verdi del Kent in direzione est si arriva, dopo un breve tragitto, a Rodmell nell’East Sussex. Qui sorge la casa che i Woolf acquistarono nel 1919 e dove trascorsero la maggior parte dei loro anni fino alla morte di entrambi.

Monk’s House per gli amanti di Virginia Woolf rappresenta il luogo dove farle visita, ritrovarla, sentirla viva, presente. Il bastone lasciato nell’angolo, i libri impilati a terra, il lume nella camera da letto dimenticato acceso ci illudono che presto sarà di ritorno. Possiamo addirittura immaginarla varcare la porta. Con un abito semplice, i capelli raccolti e la posta sotto il braccio, poserà le lettere sul piccolo scrittoio e si abbandonerà sulla poltrona rossa per concedersi alla nostra curiosità.

Si entra in punta di piedi, si guarda, si respira, si annusa, si annota. Le foto sul camino, le maioliche e i quadri raccontano la creatività degli amici di una vita così come il silenzio e il profumo di carta le passioni dei Woolf. Si passa dalla sala da pranzo alla stanza da letto di Virginia dove spicca la preziosa collezione delle opere di Shakespeare con copertine dipinte a mano. All’ esterno il giardino, perfettamente curato, un tempo ospitava i due olmi omonimi (Leonard e Virginia), oggi i busti e le ceneri dei due sparse nel terreno.

Un susseguirsi di emozioni da vivere con il fiato corto che si manifestano con massima intensità giunti alla dependance bianca. Nota come Writing Lodge questa fu la stanza tutta per sé dove Virginia scrisse centinaia di lettere, saggi, diari e la maggior parte dei suoi romanzi fino al giorno in cui decise di avviarsi verso il fiume che scorre poco distante ignaro delle sue responsabilità. Gli occhiali sulla scrivania lasciati su fogli incompleti rafforzano la speranza di vederla arrivare. La troviamo comunque in ogni alito di vento, in ogni lieve folata che accarezza il visitatore mentre gode della vista incantevole sulle colline di fronte.

La casa è custodita con devozione dal National Trust grazie ad una schiera di volontari generosi nelle informazioni e nei dettagli. Utile può essere pianificare in anticipo un pic nic o una lunga sosta nel prato luogo anche di reading letterari e piccoli eventi.

 

Charleston – Sussex 

Charleston, Firle, Lewes – Sussex

La vicinanza fra Rodmell e Charleston la si intuisce sapendo che Virginia si spostava dall’una all’altra a piedi o in bicicletta attraverso i Downs meridionali per arrivare dalla famiglia Bell in tempo per il tè. Se Monk’s House rappresenta il tempio del silenzio la fattoria di Vanessa avvolge il visitatore nell’illusione di sentire da lì a poco il rumore delle auto sul selciato, le urla dei bambini e le conversazioni filosofiche fra Lytton Strachey, Roger Fry e Maynard Keynes.

Luogo consacrato all’arte e alla vita bohemienne dei bloomsburies nella residenza di campagna pensata e vissuta come spazio aperto viveva in modo più o meno stabile un bizzarro menage composto da Vanessa e Duncan Grant con la figlia Angelica nata dalla loro unione, Clive Bell con i figli Quentin e Julian avuti dalla stessa Vanessa.

La casa acquistata su consiglio di Virginia nel 1916 è immersa in un’atmosfera sospesa fra la potenza rivelatrice degli Omega Workshops e la natura rigogliosa. Ogni angolo è testimonianza dell’immenso patrimonio artistico e umano lasciato dalla pittrice, da Duncan, Roger e dai ragazzi che crescendo si iniziavano all’arte.

Suggerimento per chi ha qualche giorno in più: Chiesa di Berwick che conserva dipinti di Vanessa, Quentin Bell e Duncan Grant in cui i soggetti tradizionali dell’arte cristiana sono rivisitati in chiave moderna utilizzando tra l’altro i visi di alcuni membri di Bloomsbury.

CORNWALL 

St Ives – Cornwall 

La partenza verso la Cornovaglia va pianificata con cura perché il tempo da impiegare è notevole (all’ incirca sei ore). Il consiglio è quello di partire in mattinata così da raggiungere la costa per l’ora di cena tenendo presente la precoce chiusura serale dei ristoranti.

Nell’itinerario woolfiano la destinazione è St Ives. Qui esiste ancora “appena dietro il paese, sulla collina” Talland House, la casa che Leslie affittò dal 1881 al 1895 anno della morte della moglie Julia e dove la famiglia Stephen con bauli, amici e servitù al seguito passò i lunghi mesi estivi di quegli anni. I giorni in Cornovaglia rappresentarono qualcosa di più di un periodo felice. L’abitazione in stile vittoriano così come la natura intorno è il posto ove Virginia colloca lo sfondo visivo della sua infanzia, è una miniera di ricordi a cui attingere, oltre che l’ispirazione per diversi suoi romanzi: da To the Lighthouse in cui il richiamo è più esplicito a Jacob’s Room e The Waves.

A ripensarci bene niente di quanto avemmo da bambini influì tanto, ebbe tanta importanza per noi, quanto le nostre estati in Cornovaglia.

Come Hyde Park anche Talland House oggi è divisa in appartamenti, alcuni dei quali possono essere affittati per brevi e lunghi soggiorni. Il giardino è facilmente accessibile e la cordialità dei residenti permette di stazionarvi qualche minuto per godere della vista sulla baia tenendo un occhio alla finestra e una al faro ben visibile sullo sfondo così — magari! — da pianificare una gita per l’indomani.

“If it’s fine tomorrow” said Mrs Ramsay. “But you’ll have to be up with the lark”. To the lighthouse.

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